Diagnosi precoce e impatto sociale
Secondo uno studio pubblicato su The New England Journal of Medicine, i biomarcatori dell’Alzheimer sono rilevabili fino a 18 anni prima della comparsa dei sintomi cognitivi evidenti. Tuttavia, tecniche come la rachicentesi non sono praticabili su larga scala. Il nuovo test ematico potrebbe quindi rappresentare la chiave per uno screening precoce e diffuso.
La FDA sottolinea che il test è destinato a pazienti che presentano segnali di declino cognitivo e che accedono a centri specialistici di diagnosi. Con circa 7 milioni di americani affetti da Alzheimer – numero che potrebbe raddoppiare entro il 2050 – questo strumento rappresenta una svolta sia in ambito clinico che socioeconomico.
Verso l’approvazione anche in Europa?
Attualmente il test è stato approvato solo negli Stati Uniti, ma si attendono ora le valutazioni da parte dell’EMA (Agenzia europea per i medicinali) per l’eventuale introduzione in Europa. Se approvato, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui affrontiamo la malattia anche nel contesto sanitario europeo.
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