Alla scoperta delle proprietà dell’orzo, uno dei cereali più ricchi di storia e di virtù

Elemento base di alcuni prodotti, tra cui certi tipi di pane e birra, l’orzo è un cereale ricco di fibre e per questo ha un alto potere saziante. Da segnalare poi il contenuto di betaglucani, che lo rendono un alimento particolarmente adatto per ridurre il colesterolo e per mantenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue.

L’orzo  (Hordeum Vulgare L.) è uno dei cereali più apprezzati e consumati al mondo. È stato per secoli un alimento base per i contadini durante il Medioevo e ancora oggi è incluso nella dieta di molte nazioni europee, africane e mediorientali. La sua pianta fa parte della famiglia delle graminacee ed è la quarta coltura di cereali, dopo grano, riso e mais. È comunemente usato nel pane, nelle zuppe, negli stufati, sebbene venga coltivato principalmente come foraggio per animali e come fonte di malto per le bevande alcoliche, in particolare birra.

Varietà e caratteristiche

Secondo gli storici è il cereale che per primo è stato coltivato dall’uomo: le testimonianze più antiche risalgono addirittura al Neolitico, a più di 12 mila anni fa. Stiamo parlando dell’orzo. Appartenente alla famiglia delle Graminacee, l’Hordeum vulgare – questo il nome scientifico dell’orzo – dalla Mezzaluna Fertile si è diffuso in tutto il mondo grazie soprattutto alla sua adattabilità climatica. Oltre alla panificazione e alla lavorazione del malto per produrre birra e distillati (soprattutto whisky), l’orzo sta assumendo un ruolo ancora più centrale nell’alimentazione umana, anche perché diversi studi scientifici ne hanno messo in luce gli effetti benefici sulla salute. Andiamo a scoprirli insieme.

Le varietà di orzo esistenti sono numerose e si differenziano per le caratteristiche della spiga e per il periodo di semina e di maturazione. Sostanzialmente, però, sono tre le tipologie di orzo che puoi trovare sugli scaffali del supermercato:

  • Orzo integrale: non avendo subito alcun processo di lavorazione industriale, conserva tutte le caratteristiche nutrizionali tipiche dell’orzo e necessita di un tempo di ammollo e di cottura piuttosto lungo.
  • Orzo decorticato (o mondato): viene sottoposto a un processo di raffinazione blando che permette di lasciare intatte gran parte delle caratteristiche nutritive originali del cereale. Necessita ugualmente di essere immerso nell’acqua prima di essere cucinato, ma i tempi sono più ridotti rispetto all’orzo integrale.
  • Orzo perlato: subisce un processo di raffinazione più intenso, simile per certi versi alla sbiancatura del riso, volto a rimuovere tutta la parte esterna del chicco. È quello più comodo e rapido da cucinare, ma anche quello che contiene meno fibre e minerali.
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